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Tumore renale nei pazienti sottoposti a trapianto del rene


Il tumore renale si verifica più frequentemente nei pazienti sottoposti a trapianto del rene rispetto alla popolazione generale; colpisce i reni nativi nel 90% dei casi e i reni trapiantati nel 10%.

In aggiunta ai fattori di rischio generale, la predisposizione all’insorgenza del tumore può essere influenzata dalla terapia immunosoppressiva, l'uso di inibitori della calcineurina ( CNI ) rispetto agli inibitori mTOR, e dalla durata del trattamento dialitico.

La malattia cistica del rene acquisita può aumentare il rischio di cancro del rene dopo il trapianto, mentre la malattia policistica renale autosomica dominante non sembra predisporre allo sviluppo del cancro.

L’esame ecografico annuale sembra appropriato nei pazienti con malattia cistica congenita o acquisita o anche con una sola ciste nei reni nativi, e ogni 2 anni nei pazienti di età superiore a 60 anni, qualora fossero in dialisi per più di 5 anni prima del trapianto.

L’immunosoppressione dovrebbe essere ridotta nei pazienti che sviluppano il cancro renale mediante diminuzione o sospensione dell’inibitore della calcineurina.
Anche se è ancora necessaria più evidenza, sembra ragionevole somministrare Everolimus o Sirolimus, anziché un inibitore della calcineurina, se non già trattati con uno di questi farmaci, con la dovuta cautela nei soggetti con nefropatia cronica da trapianto. ( Xagena )

Frascà GM et al, J Nephrol 2015; 28: 659-668

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