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Pazienti con malattia renale cronica e a lunga sopravvivenza: la variabilità della pressione arteriosa influenza la mortalità cardiovascolare e la morte renale


Nell’ultimo decennio ha ricevuto sempre maggiore attenzione la valutazione della variabilità della pressione arteriosa riscontrata durante le varie misurazioni di follow-up del paziente iperteso e con malattia renale cronica o in emodialisi.

E’ stata effettuata l’analisi della relazione tra variabilità della pressione arteriosa e mortalità e/o inizio della dialisi nei soggetti con malattia renale cronica, con lunga sopravvivenza.

Lo studio storico prospettico osservazionale multicentrico ha interessato 131 soggetti risultati ancora vivi al 31 dicembre 2010, epoca in cui era terminato un precedente studio pubblicato su NDT ( Nephrology Dialysis Transplantation ).

I pazienti con lunga sopravvivenza erano più giovani ( p inferiore a 0.01 ) e con più bassa variabilità della pressione arteriosa rispetto alla popolazione originaria.
Inoltre presentavano una creatininemia significativamente più bassa ( p inferiore a 0.019 ), così come la fosforemia ( p inferiore a 0.05 ) e un'emoglobinemia più alta ( p inferiore a 0.05 ).

Durante un follow-up di 80.7±13.4 mesi, 63 pazienti( 48.1% ) sono morti e 49 ( 37.4% ) hanno iniziato la dialisi. In quest'ultimo gruppo di pazienti 28 sono deceduti dopo l'inizio della dialisi.

Le curve di Kaplan-Meier hanno mostrato una significativa associazione tra variabilità della pressione arteriosa e rischio di morte cardiovascolare ( hazard ratio, HR=1.061; 95% CI: 1.035–1.093; P = 0.001 ) e tra variabilità della pressione arteriosa e la morte renale ( HR=1.049; 95% CI: 1012–1.74; P = 0.001 ).

In conclusione, i dati presentati su una popolazione di soggetti a lunga sopravvivenza hanno confermato che variabilità della pressione arteriosa può essere utilizzata anche per la stratificazione del rischio di morte renale oltre che di mortalità cardiovascolare nei soggetti con malattia renale cronica. ( Xagena )

Di Irorio B et al, Giornale Italiano di Nefrologia ( GIN ) 2015; Anno 32: Volume 3

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