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Medical Meeting

Danno renale acuto in Unità di terapia intensiva e alterazioni glicemiche


Le alterazioni del metabolismo glucidico o disglicemie sono frequenti nel paziente critico. L’iperglicemia da stress o critical illness associated hyperglycemia ( CIAH ), si caratterizza per un rialzo dei valori glicemici in concomitanza di un evento acuto, reversibile dopo risoluzione della patologia scatenante.

L’iperglicemia da stress riconosce molteplici cause, quali modificazioni dell’assetto degli ormoni controinsulari, rilascio di mediatori della sepsi, farmaci e fattori nutrizionali, e si associa ad aumento della mortalità.
Quest’ultima relazione appare essere influenzata in maniera importante dalla presenza di diabete mellito, suggerendo la necessità di un'accurata individualizzazione dei target glicemici.

Negli stessi pazienti, anche l’ipoglicemia è frequente e ha effetti prognostici negativi. Numerosi studi che hanno utilizzato protocolli di trattamento insulinico intensivo mirati a target glicemici normali hanno infatti documentato sia un maggiore rischio di ipoglicemia, che aumento della mortalità.

Il controllo glicemico in terapia intensiva è reso infine più complesso dalla presenza di danno renale acuto. Da una parte, vi è infatti riduzione sia della clearance renale dell’insulina, oltre che della gluconeogenesi; dall’altra, la frequente necessità di trattamento sostitutivo ( dialisi / emofiltrazione ) può determinare surplus energetico sotto forma di citrato, glucosio e lattato contenuti nei liquidi di dialisi / reinfusione.

Riguardo a possibili effetti di protezione renale ipotizzati per l’approccio basato sul controllo glicemico intensivo, allo stato attuale non vi è dimostrazione definitiva di una riduzione dell’incidenza di danno renale acuto e/o la necessità di terapia sostitutiva della funzione renale, rispetto al controllo glicemico standard.

Sulla base di questi dati, le Linee Guida più recenti suggeriscono target glicemici più elevati( inferiore a 180 mg/dl oppure 140-180 mg/dl ) rispetto al passato ( 80-110 mg/dl ).
Seppur con evidenze limitate, appare ragionevole estendere queste indicazioni anche ai pazienti con danno renale acuto in terapia intensiva.
Ulteriori studi sono necessari per valutare in maniera più approfondita gli effetti di condizioni di disglicemia sulla prognosi dei pazienti con danno renale acuto in terapia intensiva. ( Xagena )

Fiaccadori E et al, Giornale Italiano di Nefrologia ( GIN ) 2015; Anno 32: Volume 1

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